La Fondazione Internazionale delle Arti Stepan Erzia

Esecuzione del calco del San Giovanni Battista dellartista

Esecuzione del calco dell’opera “San Giovanni Battista” dell’artista Stepan Erzia.

Il primo passo è stato quello di suddividere la scultura in fronte e retro, attraverso l’apposizione di parate in legno distanziate dall’originale in modo da non danneggiare la patina superficiale.

E’ stato utilizzato un isolante a base di metilcellulosa, allo scopo sia di proteggere la superficie, creando un film barriera contro la parte oleosa della gomma da calco, sia di facilitare il distacco degli stampi. Gli stampi sono stati eseguiti con gomma siliconica tixotropica a basso contenuto oleoso, appositamente studiata per calchi di opere d’arte. E’ stata calcata per prima la parte posteriore dell’opera in un unico pezzo.

Successivamente sono stati apposti i relativi tasselli in gesso alabastrino per rendere facilmente estraibile la camicia, evitando così stress meccanici all’originale durante le fasi di sformatura. Sono state altresì apposte le “chiamate” in gomma per immobilizzare il calco all’interno della camicia.

Sia i tasselli in gesso alabastrino sia la camicia sono stati rinforzati con ferri e tela di canapa a trama larga. Per ridurre l’effetto ventosa creato dalla camicia, sono stati inseriti nel gesso dei connettori a cui collegare la mandata dell’aria compressa.

La superficie anteriore è stata trattata nello stesso modo, ma, essendo più ricca di sottosquadri e parti aggettanti, è stata suddivisa in 9 sezioni. Anche in questo caso un accurato posizionamento delle mandate di aria compressa, collocate nell’interfaccia tra la camicia e la gomma, ha agevolato il distacco.

Grazie ad appositi scalpelli e all’ausilio dell’aria compressa sono stati rimossi gli stampi.

Esecuzione delle copie in resina ecologica

Le copie sono state realizzate stendendo negli stampi apposite malte fibrorinforzate bicomponenti. Lo strato di contatto è stato pigmentato con terre naturali in modo da avere un colore di fondo su cui ricostruire la patina.

Sono stati stesi a pennello i primi due strati di Stonerock, la malta a contatto con gli stampi, ed un successivo strato addittivato con inerte per rendere la superficie più resistente.

Successivamente è stato steso a mano, con l’ausilio di guanti di gomma, uno strato di malta fibrorinforzata Fibrerock; a seguire un altro strato della stessa malta, molto più diluita, è stato steso a pennello.

Tutte le superfici sono state rinforzate applicando pezze di canapa a trama larga e resina ecologica. Allo stesso modo sono stati rinforzati tutti bordi di contatto delle varie forme.

Per migliorare la resistenza, l’interno è stato rinforzato con una serie di barre in acciaio inossidabile ad aderenza migliorata; inoltre in alcune zone sono stati creati dei collegamenti tra fronte e retro con canapa e resina. Via via che le forme venivano montate le giunzioni sono state sigillate con l’impasto pigmentato e successivamente rinforzate con la malta fibrorinforzata.

Si è iniziato a liberare la copia dalle forme.  Dopo aver ripulito, per mezzo di raspe,  le “bavette” formate dalla sigillatura delle giunzioni, si sono stuccate le zone che ne necessitavano.

Per terminare, sono stati introdotti delle sezioni di tubo in resina nella mano sinistra e nel basamento, in modo da creare un condotto agevole e con la giusta inclinazione per lo scorrimento della croce. E’ stato, inoltre, rettificato il piano del basamento e sono stati predisposti dei sistemi di ancoraggio.